Chiusura Anno Giubilare - 8 Dicembre 2015

XXV ANNIVERSARIO DELL'EREZIONE CANONICA DELLA PARROCCHIA S. TECLA
8 dicembre 2015

 

DonLucaEsulto e gioisco nel Signore, l'anima mia si allieta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come una sposa adornata di gioielli. È l'antifona d'ingresso di questa solenne celebrazione dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Esulta la Chiesa tutta per il dono della Madonna, preservata da ogni macchia di peccato; esulta questa comunità parrocchiale, oggi in modo del tutto particolare ricordando il giorno in cui è cominciata la sua storia con un atto formale e giuridico (il decreto di erezione canonica firmato da Mons. Giuseppe Costanzo) ma ancor di più e ancor prima con un atto di amore di Dio che ci ha ritenuti degni di fiducia chiamandoci all'annuncio del Vangelo. Era l'8 dicembre 1990: dopo 25 anni ci ritroviamo qui attorno all'altare del Signore per ringraziarlo per le meraviglie che ha compiuto nella nostra storia di singoli e di comunità, per supplicare il suo perdono per le tante infedeltà, per chiedergli l'abbondanza della sua grazia per il cammino che ancora ci concederà di compiere.


Ogni anniversario porta con se riti e consuetudini che ne caratterizzano la celebrazione. E su alcuni di questi riti vorrei soffermarmi. Non prima però di aver rivolto il mio saluto al padre Vescovo Salvatore. Un saluto che non può essere di benvenuto per chi fa parte della famiglia, e anzi ne è il capo, il Pastore. Un saluto che si fa sincero ringraziamento per tutto quanto Lei, padre Vescovo, ha fatto nel corso del nostro anno giubilare. Il 7 dicembre dell'anno scorso, dopo aver presieduto la celebrazione di apertura, ha accolto con entusiasmo l'invito ad essere presente ancora stasera per vivere con noi questo significativo momento di festa. E durante l'anno non ha mancato di accompagnarci con la preghiera, di seguire le nostre celebrazioni e attività, di unirsi anche fisicamente per un tratto del nostro cammino rivolgendoci la sua Visita Pastorale. All'angelo della Chiesa di Siracusa vogliamo ribadire il nostro impegno nella preghiera per la sua persona e il suo ministero e per l'intera Chiesa diocesana che lei è chiamato a guidare e governare.
Insieme a lei, padre Vescovo, saluto e ringrazio i miei confratelli e predecessori, i diaconi; il sindaco, le autorità civili e militari di ogni ordine e grado. A tutti grazie perché con la vostra presenza rendete la nostra festa più piena.
Come dicevo prima, un anniversario si compone di alcuni riti. Il primo è certamente il dovere e il piacere della memoria: siamo qui perché ricordiamo una data, un evento dal quale poi ne sono scaturiti innumerevoli altri. La memoria, ancor prima che essere della nascita della nostra parrocchia, è della salvezza che il Padre nel Figlio e per lo Spirito ha voluto donarci. Una salvezza che è diventata storia concreta, sperimentabile, raccontabile quando, nella pienezza dei tempi Dio mandò il suo Figlio nato da donna, nato sotto la Legge. Una salvezza che continua ad essere concreta e sperimentabile nella vita e nelle vicende di una parrocchia come la nostra. Una comunità che non ricordasse più il proprio passato e le proprie origini rischierebbe di allontanarsi da quel mandato missionario che lo stesso Gesù ha consegnato agli apostoli e per loro a tutta la Chiesa, rischierebbe di non trovare più le motivazioni per uscire da se stessa e andare verso gli altri che attendono la testimonianza della fede. Il Signore ci conceda di essere sempre uomini e donne della memoria che dal passato sanno trarre la forza e la gioia per il futuro.
Un anniversario è caratterizzato dalla festa. Che è certamente fatta di segni esteriori i quali però non devono farci dimenticare che la festa è la vocazione ultima dell'uomo. Siamo creati per vivere quel tempo di festa infinito, eterno, che sarà il Paradiso. è vero che le nostre feste sono limitate nel tempo, iniziano e finiscono. L'eucarestia stessa, la festa più bella e più grande che ogni domenica la Chiesa celebra, inizia e finisce. Ma ogni festa, ogni eucarestia, anche quella di oggi, viene a ridestare in noi il desiderio della festa che il Padre ha preparato per noi nel suo regno quando canteremo per sempre le sue lodi finalmente liberi da ogni tipo di sofferenza, limite, morte. È il senso del tempo di Avvento, è il senso più autentico della nostra vita di cristiani. È l'unica possibilità che abbiamo per non svuotare di significato la nostra voglia di festa. Il Signore ci conceda di essere uomini e donne dell'attesa, capaci di alzare lo sguardo verso il giorno del suo ritorno senza mai distoglierlo dalla storia che siamo chiamati a vivere.
Altro segno distintivo di un anniversario è il dono che ciascuno porta con se recandosi alla festa. Oggi noi vogliamo essere fino in fondo figli nei confronti del Padre e vogliamo chiedergli un dono. Un altro dono oltre tutti quelli che ci ha già concessi, il più delle volte al di la di ogni nostra richiesta. Vogliamo chiedere al Signore il dono della comunione tra di noi innanzitutto, perché possiamo essere capaci di lavarci i piedi gli uni gli altri, capaci di riscoprirci fratelli e sorelle uniti dalla stessa fede e non separati dagli errori che commettiamo o dai servizi che svolgiamo. E poi il dono della comunione con le altre comunità parrocchiali di Lentini e Carlentini. Nella lettera che ci ha indirizzato a conclusione della Visita pastorale, lei, Padre vescovo, ci ha affidato la nobile vocazione di essere anello di comunione tra le due realtà ecclesiali. Questo ci riempie di gioia, al tempo stesso ci responsabilizza. Noi faremo fino in fondo la nostra parte ma sappiamo che la comunione è dono di Dio e siamo certi che a questo anniversario Lui si presenterà con questo dono per la nostra comunità.
Infine gli auguri. Gli auguri hanno a che fare con il tratto di cammino che ancora abbiamo da compiere, quanto lungo non lo sappiamo. È certo che l'anniversario è al tempo stesso un punto di arrivo e di partenza. In gergo ciclistico si chiamerebbe traguardo volante, ovvero quella linea che è fondamentale oltrepassare per il prosieguo della corsa ma che in nessun caso autorizza a fermarsi. Il traguardo volante assegna dei punti che contribuiranno a stabilire il vincitore ma nessuno è vincitore solo per averlo oltrepassato. Allora stasera, oltrepassando il traguardo volante del 25esimo anniversario, vogliamo scambiarci gli auguri, vogliamo spronarci a continuare la corsa, incoraggiarci a proseguire spediti per quella strada che il Signore ha tracciato per noi e che andrà indicandoci. Auguri carissima comunità, non ti stancare di obbedire al Signore che ha per te progetti di pace e di salvezza.
All'intercessione della Beata Vergine Maria e di santa Tecla affidiamo ogni nostro proposito di bene mentre senza fine eleviamo la nostra lode alla Trinità Santissima, Padre Creatore, Figlio Salvatore, Spirito d'amore. Amen

 

 

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