Discorso introduttivo 9 gennaio 2015

DonLucaAbbiamo la consapevolezza di trovarci a vivere uno di quegli eventi di grazia che segnano in maniera decisiva la vita della comunità parrocchiale. La memoria di tanti, in ogni caso l’emozione di tutti, stasera ritorna inevitabilmente a quegli anni (1991 e 1992) nei quali, la nostra parrocchia appena fondata, non avendo ancora un simulacro che le rendesse possibile festeggiare s.Tecla, chiedeva e accoglieva la statua che è custodita presso la Grotta dei santi Martiri in Lentini.

In questo anno giubilare, venticinquesimo della nostra parrocchia, non potevamo non ricordare quei momenti che, se da una parte testimoniavano la precarietà di una parrocchia appena nata, dall’altra si trasformavano in occasioni di comunione con la parrocchia della Chiesa Madre di Lentini.

Il mio saluto di benvenuto, unito al mio sincero ringraziamento va innanzitutto a te, carissimo padre Maurizio. Con te ho condiviso alcuni anni di seminario, oggi ci ritroviamo a presiedere due comunità parrocchiali unite dalla comune devozione a quei santi che hanno fecondato la nostra terra con la loro testimonianza di vita e di santità. Quando lo scorso maggio, appena finita la tua prima festa di s. Alfio, ti ho condiviso il nostro desiderio di poter avere nella nostra Chiesa questa statua di S. Tecla, tu non hai esitato a offrirmi la tua collaborazione. Questa Eucarestia, che insieme celebriamo, possa rendere ancora più forti i nostri buoni propositi di comunione e di collaborazione per il bene della Chiesa che siamo chiamati a servire.

Ancora con gioia rivolgo il mio saluto a tutta la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Lentini. Al comitato dei festeggiamenti in onore di S. Alfio, nella persona del presidente, il Sign. Cantarella; all’associazione dei Devoti spingitori nella persona del primo spingitore, Giancarlo Manoli; al gruppo dei Labor nelle persone di Luca Fazzino, Ivan Grancagnolo e Delfo Manoli. I rapporti di amicizia che si vanno sempre più consolidando rappresentano i migliori presupposti per quello stile di fraternità che deve caratterizzare la vita delle comunità cristiane.

Con affetto di padre vorrei ancora salutare e ringraziare la mia comunità parrocchiale, in questa occasione che è per noi di particolare festa ed esultanza. L’associazione dei devoti portatori di S. Tecla, l’Azione Cattolica, il Rinnovamento nello Spirito Santo, la Caritas, la corale, quanti si occupano del servizio liturgico, il Centro Sportivo Italiano, ciascuna delle famiglie che costituisce la linfa vitale per la nostra comunità, i giovani e i giovanissimi che ci regalano ogni giorno speranza in vista del futuro che il Signore vorrà donarci. A tutti l’augurio di una buona festa di S. Tecla che possa rilanciare il nostro cammino di fede verso il Signore e la sua salvezza.

Permettetemi, a conclusione di questo breve discorso, di richiamare quanto accennavo già l’anno scorso e che costituisce una mia profonda convinzione. Santa Tecla, di origine lentinese, eppure venerata nella parrocchia carlentinese di Santuzzi, è il segno dei tempi che ci richiama ad unità. Le nostre parole tradiscono il nostro pensiero: quando parliamo di via Etnea la descriviamo come la via che divide i due paesi di Lentini e Carlentini. Perché non può diventare la via che li unisce? È soltanto una provocazione, ma è arrivato il tempo di pensarci insieme, sulla stessa strada verso l’unica meta: il Signore. Ci conceda lui di arrivare a un così grande traguardo, per intercessione di santa Tecla e dei santi Alfio, Filadelfo e Cirino.

Tutto, sempre, a lode e gloria della Trinità santissima, Padre, Figlio, Spirito Santo.   

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