VISITA PASTORALE DAL 25 APRILE AL 23 GIUGNO 

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Locandina Visita pastorale

APRILE

Sabato 25 Aprile. Chiesa Madre

ore 19.00 S.Messa e apertura della Visita Pastorale

Domenica 26 AprileChiesa S. Tecla

ore 19.00 apertura della visita pastorale alla nostra comunità parrocchiale con la S. Messa presieduta dal nostro Arcivescovo.

Mercoledi 29 Aprile. Chiesa Madre

ore 19.00 S. Messa
ore 19.30 Assemblea pastorale parrocchiale

Giovedi 30 AprileChiesa S. Tecla

ore 19.00 S. Messa
ore 19.45 Assemblea pastorale parrocchiale

 

MAGGIO - GIUGNO 

Giovedi 7 maggio. Chiesa SS. della Stella (Pedagaggi)

ore 18.00 S. Messa
ore 18.30 Assemblea pastorale parrocchiale

Venerdi 8 Maggio. presso il Cimitero

ore 10.00 S. Messa

Sabato 30 Maggio. Chiesa Madre

ore 21.30 Veglia di preghiera dei Giovani

Martedì 9 giugno Chiesa S. Tecla

Ore 17.00 Incontro dell'arcivescovo con i catechisti, educatori, ministri straordinari della comunione, volontari Caritas, corale parrocchiale, lettori.
Ore 19.00 S. Messa presieduta dall'Arcivescovo.
Ore 19.45 Assemblea dei gruppi: Azione Cattolica, Rinnovamento nello Spirito Santo, Devoti Portatori di S. Tecla.

Martedì 16 Giugno Chiesa S. Tecla

Ore 19.00 S. Messa presieduta dall'Arcivescovo.
Ore 19.45 Incontro dell'Arcivescovo con il Consiglio pastorale e il Consiglio per gli affari economici.

 

Martedi 23 GiugnoChiesa S. Tecla

ore 19.00 S. Messa e chiusura della Visita Pastorale

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Discorso del Parroco al Vescovo per la chiusura della Visita Pastorale - 23/06/2015

 

DonLucaGrande e mirabile è Dio dal suo santuario; il Dio d’Israele dà forza e potenza al suo popolo. Sia benedetto Dio. In questo giorno di festa, XIII anniversario della dedicazione di questa Chiesa, vogliamo elevare a Dio il nostro inno di ringraziamento perché è Lui che ci da la gioia di costruirgli fra le nostre case una dimora dove continua a colmare di favori noi, sua famiglia pellegrina sulla terra; è Lui che in questo luogo santo ci edifica come tempio vivo e raduna e fa crescere come corpo del Signore. Un quartiere giovane come è Carlentini Nord ha un grande bisogno del punto di riferimento che è rappresentato dalla Chiesa dove quotidianamente la comunità parrocchiale si ritrova per vivere la propria fede e attingere la forza per la testimonianza che ha da dare al mondo.

C’è ancora un altro motivo per lodare e ringraziare il Signore: le quattro comunità parrocchiali di Carlentini si ritrovano oggi in questa Chiesa alla fine del tempo della Visita Pastorale. Carissimo padre Vescovo, lo scorso 25 aprile, quando nella nostra Chiesa madre le davamo il benvenuto e le offrivamo il nostro entusiasmo per quello che il Signore avrebbe operato nei due mesi successivi, custodivamo tante attese. Oggi possiamo dirle che non soltanto quelle attese non sono andate deluse, ma il Signore, come è solito fare, ha donato alle nostre comunità la sua grazia in maniera straordinaria. Una grazia che adesso tocca a noi non far cadere invano.

E siccome il Signore si è servito della sua persona, carissimo padre Vescovo, oggi vogliamo sinceramente ringraziarla. Per la gioia dell’incontro che ci ha permesso di sperimentare. Un incontro che si è realizzato innanzitutto nella celebrazione eucaristica domenicale, poi nella visita ai malati, ancora nelle riunioni coi vari gruppi che lei ha presieduto. Momenti significativi della visita sono state anche le visite alle istituzioni e alle scuole. Tutti hanno potuto vedere l’amore che lei nutre per il Signore e che si rende manifesto nel servizio che senza condizioni e limiti rende a questa nostra Chiesa di Siracusa. Insieme ai confratelli parroci presenti a questa celebrazione, ai quali rivolgo il mio saluto con tutto l’affetto che caratterizza le nostre relazioni, a nome delle comunità parrocchiali che abbiamo la responsabilità e la gioia di presiedere, le auguriamo di poter continuare a donarsi alla Chiesa con entusiasmo sempre rinnovato; il Signore le conceda salute e forza, le doni di vedere realizzato ogni suo desiderio di bene, per la sua persona e per la nostra Chiesa. Noi continuiamo a promettergli la nostra preghiera, e siamo certi che il Vescovo non manca di pregare ogni giorno per ciascuna delle comunità parrocchiali di questa Diocesi.

Alle nostre comunità adesso spetta di fare tesoro di quanto il Signore ha donato nel tempo della Visita pastorale. Non sono mancate provocazioni e gli stimoli per lavorare e fare sempre meglio, per correggere gli errori fin qui commessi, per continuare a fare il bene lì dove siamo riusciti a individuare strade e modi giusti. Un impegno però ci riguarda tutti e insieme: mi riferisco a quel dovere di fraternità che è la più importante testimonianza che siamo chiamati a dare al mondo. Dobbiamo continuare a crescere in quello stile di comunione che ci permetterà di essere sempre più credibili e sempre più capaci di affrontare quelle sfide che appartengono inevitabilmente alla comunità cristiana “in uscita”.

Con questi sentimenti di gratitudine, mentre chiediamo il dono della comunione, ci affidiamo all’intercessione della Madonna, Stella che guida il nostro cammino, di S. Lucia patrona della nostra città di Carlentini, di sant’Anna e di santa Tecla. A lode e gloria della Trinità Santissima che è Padre, Figlio e Spirito Santo. amen

 

Saluto del parroco al Vescovo, 31 maggio 2015

 

DonLucaSia benedetto Dio Padre e l’unigenito Figlio di Dio e lo Spirito Santo: perché grande è il suo amore per noi.

L’antifona d’ingresso di questa celebrazione ci suggerisce un inno di lode alla santissima Trinità, della quale oggi celebriamo il mistero d’amore sempre abbondantemente riversato nella nostra vita di comunità e di singoli. Un amore che in questi mesi si sta facendo ancor più concreto e visibile nella Visita Pastorale del nostro padre Vescovo.

Carissimo padre Vescovo, oggi la sua Visita pastorale alla nostra comunità contempla un momento molto significativo: durante questa celebrazione lei conferirà il sacramento della Cresima a un nutrito gruppo di ragazzi. Questi stessi ragazzi, giunti al culmine del cammino dell’iniziazione cristiana, parteciperanno per la prima volta in maniera piena al banchetto eucaristico che ogni domenica Cristo imbandisce per la sua comunità. L’occasione mi è propizia per esprimere il mio sincero grazie alla catechista Marinella che in questi anni ha pazientemente seguito e accompagnato la crescita e il cammino di questi ragazzi. Insieme a lei ringrazio quanti l’hanno affiancata e collaborata. Ma il mio grazie va alla comunità tutta, chiamata a formare i suoi figli alla vita cristiana: non sempre questo è semplice e non sempre riusciamo a far diventare concreto questo ruolo ineludibile della comunità. Troppo spesso deleghiamo ad alcuni catechisti questo fondamentale ministero. Però lo scorso 14 maggio abbiamo voluto porre un segno: cresimandi, genitori, padrini, madrine e anche quanti non sono direttamente coinvolti nelle celebrazioni di queste domeniche, ma comunque fanno parte di questa comunità, hanno partecipato alla catechesi comunitaria nella quale abbiamo approfondito il significato di parole e gesti che costituiscono il rito del sacramento della Cresima. Così abbiamo chiesto al Signore di renderci più consapevoli di ciò che opera in questi ragazzi e, attraverso di loro, alla comunità tutta.

Carissimo padre Vescovo, quest’anno completano il cammino dell’iniziazione cristiana più di duecento ragazzi della nostra comunità. Se da una parte questo ci riempie di gioia, dall’altra ci ricorda la nostra responsabilità di continuare ad accompagnare questi ragazzi in quel tempo che opportunamente è chiamato “mistagogia”. È lo stesso papa Francesco che, nella sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium, ribadisce il dovere della comunità di non lasciare soli quanto hanno ricevuto l’annuncio della salvezza operata dalla Pasqua del Cristo.

Oggi, al successore degli apostoli, al nostro padre Vescovo, chiediamo la preghiera per questi ragazzi e una particolare benedizione per le loro famiglie. E proprio alle famiglie vorrei dedicare l’ultimo pensiero di questa mia presentazione. Con forza chiedo ai genitori di non rinunciare al loro insostituibile ruolo di primi e migliori catechisti, primi e migliori annunciatori del Vangelo nei confronti dei loro figli. La comunità cristiana, questa comunità parrocchiale non può e non sa fare a meno della collaborazione dei genitori in questo cammino che è certamente di crescita nella fede, ma ancora prima di crescita umana. Continuiamo ad affidare alla santissima Trinità, per intercessione di santa Tecla, la Visita Pastorale che lei ci sta rivolgendo, perché tutto torni a lode e gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Assemblea Pastorale: Relazione del Parroco, 30.04.2015

 

DonLucaCarissimo padre Vescovo, stasera ho la responsabilità e la gioia di presentarle una comunità in festa nel venticinquesimo anno della sua vita e della sua storia. Lo scorso 7 dicembre è stato proprio Lei, presiedendo l’Eucaristia qui, per noi e con noi, ad aprire il giubileo che ci condurrà fino al prossimo 8 dicembre attraverso le celebrazioni e le esperienze che scandiscono lo scorrere dell’anno. Su tutte vorrei ricordare la prima settimana di Quaresima, che per noi è stata una settimana vocazionale grazie alla presenza della comunità del Seminario. Una settimana fatta di incontri significativi che ci hanno permesso di conoscere i volti dei giovani per cui non ci stanchiamo di pregare il Signore.

In questo anno giubilare sentiamo il dovere innanzitutto di ringraziare il Signore per i tanti segni della sua presenza e del suo amore che ha dato e continua a dare alla nostra comunità. La vocazione di padre Andrea, il cammino di Daniele, le famiglie, i tanti giovani che donano entusiasmo e non ci permettono di essere stanchi fino al punto di fermarci, i tantissimi bambini che dal Battesimo in poi rendono questa comunità sempre più bella: sono questi i segni che il Signore ci dona per dirci che ci vuole davvero bene, che cammina accanto a noi, che ci vuole tutti salvi. Una comunità che ha appena venticinque anni di storia può anche fare affidamento su coloro che hanno vissuto le origini, sull’entusiasmo di chi ricorda le prime messe celebrate da p.Magno quando ancora non c’era neanche il prefabbricato, i primi passi della parrocchia guidata dal primo parroco don Ambrogio, la crescita costante nei 16 anni di ministero di p.Paolo che, fra le tante intuizioni e provocazioni che ha saputo trasmettere a questa comunità, ha anche sopportato la dolce fatica di seguire i lavori per la costruzione di questa Chiesa (inaugurata il 23 giugno 2002).

La nostra comunità sa vivere nella gioia la propria appartenenza a Dio. Alcune occasioni durante l’anno ci permettono di raccontare questa gioia anche fuori da questa chiesa, a quanti pur essendo parrocchiani perché abitanti di questo quartiere, non frequentano ancora la riunione per eccellenza, quella per la messa domenicale, e le altre riunioni che scandiscono il cammino della parrocchia. L’occasione più grande ci è data dalla festa di S. Tecla che, per motivi pastorali, negli anni ha trovato la sua collocazione più opportuna nella terza domenica di ottobre. Le tradizionali manifestazioni di fede e di festa, dalle celebrazioni alle processioni, dalle luminarie ai fuochi d’artificio, diventano occasione di comunione, possibilità di ritrovarsi insieme e uniti per fare festa non a noi stessi (correndo il rischio di quell’autoreferenzialità tanto denunciata dal Papa) ma a una Santa, ad una nostra sorella che ci ha preceduto nel cammino della fede dimostrandoci che vivere il Vangelo senza sconti e compromessi è possibile.

Ci sforziamo di non tralasciare la formazione, indispensabile per poter approfondire i contenuti della nostra fede. Il giovedì è il giorno dedicato alle riunioni di tutta la comunità secondo questo ritmo: il primo giovedì del mese, come prolungamento della S. Messa, ci fermiamo per un momento di adorazione eucaristica; il secondo giovedì è dedicato alla catechesi del parroco; il terzo giovedì, da quest’anno, è occupato dalla catechesi ai genitori dei ragazzi che frequentano il cammino dell’iniziazione cristiana; l’ultimo giovedì del mese celebriamo la lectio divina approfondendo così, nella preghiera, il libro biblico che ci viene indicato dagli orientamenti pastorali del Vescovo.

Ora, padre Vescovo, mi permetta di accennare ad alcune difficoltà che mi pare rallentino il nostro cammino di crescita. E lo vorrei fare a partire da due situazioni oggettive: l’una, il quartiere in cui insiste la parrocchia, è il contesto con il quale non possiamo non confrontarci; l’altra, la nostra Chiesa, è la possibilità che il Signore ci ha dato di avere un luogo in cui poterlo incontrare e che pure a volte diventa difficoltà proprio per l’incontro con Lui.

Innanzitutto il contesto ampio del quartiere: Carlentini Nord, comunemente chiamato Santuzzi (che in realtà è soltanto una delle sette contrade di questo quartiere) è abitato da più di 8.000 abitanti, è praticamente l’estensione di Lentini però appartiene al comune di Carlentini. Una percentuale altissima di questi 8.000 e più abitanti ha origini lentinesi ed è legittimamente legata alle tradizioni socio-religiose di Lentini. Questo negli anni ha creato un fenomeno che può essere riletto come mancanza di identità (non siamo né lentinesi, né carlentinesi) oppure come la creazione di una identità tanto forte da farci sentire addirittura Santuzziani. Perché questo discorso che poco sembra avere a che fare con il cammino di fede di questa parrocchia? Perché negli anni la comunità, in questo contesto appena descritto, è arrivata alla conclusione di dover vivere la processione del Venerdì santo, così come la processione del Corpus Domini (per fare i due esempi a mio parere più importanti e significativi) per conto proprio, per le strade di questo quartiere. Mi chiedo da due anni e mezzo ormai: tutto questo rappresenta una opportunità o una difficoltà? È una opportunità per la crescita della comunità o una difficoltà che ci priva di sperimentare la bellezza della comunione con le altre comunità parrocchiali anche in quelle occasioni che tradizionalmente vedono le parrocchie di una stessa città riunirsi? Non è certamente questo il contesto per arrivare a delle conclusioni definite, ma è forse il tempo di cominciare a porsi degli interrogativi perché, come scrive il Papa nell’Evangelii Gaudium, non è più né opportuno né valido il criterio del “si è fatto sempre così”; anzi lui chiede il coraggio e la lucidità di rivedere ritmi, orari, strutture e schemi laddove fosse necessario per essere Chiesa in uscita, ma sul serio!

Seconda situazione di fatto che mi spinge ad alcune ulteriori riflessioni è questa Chiesa. Grandissima e questo è oggettivamente un motivo per cui ringraziare il Signore. Davvero raramente noi abbiamo problemi di spazio! Ma la Chiesa grande dà anche la possibilità di nascondersi l’uno all’altro. Altre volte ho fatto notare che la domenica, quando celebriamo il mistero fondante la nostra fede e la nostra comunione, la Pasqua del Cristo, proprio nel momento in cui si manifesta in maniera somma l’unità del Corpo di Cristo, non sappiamo chi siamo e non ci accorgiamo di chi manca. Aggiungo: quanta fatica faccio a sopportare i posti “assegnati”, quelli che si occupano perché si fa parte di un gruppo. Questo modo di fare tutto testimonia tranne che il desiderio di accogliere quello che nella celebrazione il Signore stesso ci dona: la possibilità di camminare verso la salvezza tutti insieme.

Allora questa Chiesa grandissima diventa per noi provocazione: dobbiamo sforzarci a tendere verso l’unità, con ogni mezzo, a cominciare da quegli atteggiamenti che ci sembrano banali e che invece sono semplici, quotidiani, alla nostra portata e che proprio perché semplici diventano decisivi. Uno di questi atteggiamenti è la puntualità, che ci permetterebbe di salutarci prima dell’inizio della celebrazione, di non saltare quei convenevoli che in ogni pranzo che si rispetti sono indispensabili e che invece, prima della celebrazione eucaristica, omettiamo senza nessun problema.

Abbiamo bisogno di compiere un passo decisivo: abbiamo ormai consapevolezza che la celebrazione domenicale è il momento più importante della settimana, la rivestiamo della opportuna importanza e solennità. Il Signore ci aiuti a beneficiare anche delle conseguenze di unità che la celebrazione è capace di produrre se solo ci apriamo a questa possibilità.

Carissimo padre Vescovo, a distanza di due anni e mezzo dall’inizio del mio ministero di parroco in questa comunità, consapevole che non esiste un punto di vista completo che permetta di leggere e interpretare contesti e situazioni in maniera perfetta, ho sentito il bisogno di condividere con lei gioie e preoccupazioni che, ne sono convinto, possono e devono rappresentare motivi di crescita per questa comunità che non presume di essere già santa ma che in ogni modo vuole diventarlo perché santo è il Padre nostro che è nei cieli.

 

Saluto del Parroco al Vescovo, Domenica 26 Aprile 2015

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Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Per un dono della Provvidenza, carissimo padre Vescovo, la sua visita pastorale alle comunità parrocchiali di Carlentini (e quindi anche alla nostra) ha inizio nella domenica del buon Pastore.

La visita pastorale è un tempo di grazia durante il quale è il Signore stesso a visitare in maniera del tutto particolare il suo popolo. Per questo, stasera, vogliamo esprimere alla SS. Trinità la nostra esultanza e la nostra gratitudine per il dono della presenza del nostro padre Vescovo in mezzo a noi. Nella persona del Vescovo, sarà lo stesso Gesù buon pastore a radunare il suo popolo e a ricolmarlo della sua benedizione.

Carissimo padre Vescovo, mentre le rivolgiamo il nostro più sincero benvenuto, le vogliamo presentare le nostre attese per questo tempo di visita pastorale durante il quale avrà modo di conoscere in maniera più approfondita la vita e il cammino della nostra comunità. Le chiediamo innanzitutto di confermarci nella fede del Cristo morto e risorto; presiedendo questa celebrazione lei ci sta annunciando che il Crocifisso è davvero risorto: non manchi di farlo in ogni momento di questa visita. In ogni celebrazione, in ogni incontro, noi ci attendiamo da lei l'annuncio fondamentale e fondante il nostro cammino di fede. Le chiediamo ancora di essere incoraggiati a continuare a fare bene lì dove avessimo avuto già la lucidità e la forza per farlo, così come di aiutarci a correggere gli errori che inevitabilmente una comunità fatta di uomini e donne si trova a commettere. Sappiamo che non tralascerà di farci notare opportunità e difficoltà del nostro cammino e per questo le manifestiamo sin da stasera il nostro entusiasmo per le esperienze che il Signore ci donerà di fare insieme.

Carissimo padre Vescovo, oggi ho la gioia di presentarle due giovani coppie che chiedono per i loro figli il sacramento del Battesimo. E ancora Fabrizio e Rosaria che a venticinque anni dal giorno del loro matrimonio ringraziano il Signore e da lui invocano ancora grazia e misericordia.

Desideravo concludere proponendo una riflessione sul simulacro di S. Tecla esposto su questo presbiterio. Si tratta della statua che viene custodita a Lentini presso la Grotta dei santi Martiri. Lo scorso 9 gennaio, vigilia della solennità liturgica della vergine lentinese, don Maurizio Pizzo e la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Lentini hanno condotto fin qui questa statua. Uniti dalla comune devozione a S. Tecla, abbiamo celebrato insieme l'Eucaristia ringraziando il Signore per gli innumerevoli benefici di cui ha ricolmato questa terra e questo popolo. Domani la statua farà ritorno alla Grotta dei santi Martiri perché nei prossimi giorni di festa dedicati a S. Alfio possa essere venerata da quanti si recheranno in pellegrinaggio in quel luogo, ma a noi rimarrà il ricordo di un impegno che dovrà appartenerci fino a diventare un preciso stile di vita: quello della comunione tra noi e con gli altri! Perché tutto torni a lode e gloria della Trinità Santissima, Padre Creatore, Figlio Salvatore, Spirito santificatore. Amen

DonLuca

 

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      Visita pastorale a Carlentini

      dal 25 Aprile al 23 Giugno 2015

      Locandina Visita pastorale

       

      Domenica 26 Aprile. Chiesa S. Tecla

      ore 19.00 apertura della visita pastorale alla nostra comunità parrocchiale con la S. Messa presieduta dal nostro Arcivescovo.

      Giovedi 30 Aprile. Chiesa S. Tecla

      ore 19.00 S. Messa
      ore 19.45 Assemblea pastorale parrocchiale

      Martedì 9 giugno Chiesa S. Tecla

      Ore 17.00 Incontro dell'arcivescovo con i catechisti, educatori, ministri straordinari della comunione, volontari Caritas, corale parrocchiale, lettori.
      Ore 19.00 S. Messa presieduta dall'Arcivescovo.
      Ore 19.45 Assemblea dei gruppi: Azione Cattolica, Rinnovamento nello Spirito Santo, Devoti Portatori di S. Tecla.


      Martedì 16 Giugno Chiesa S. Tecla

      Ore 19.00 S. Messa presieduta dall'Arcivescovo.
      Ore 19.45 Incontro dell'Arcivescovo con il Consiglio pastorale e il Consiglio per gli affari economici.

       

      Martedi 23 Giugno. Chiesa S. Tecla

      ore 19.00 S. Messa e chiusura della Visita Pastorale

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