Saluto del Parroco al Vescovo, Domenica 26 Aprile 2015

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Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Per un dono della Provvidenza, carissimo padre Vescovo, la sua visita pastorale alle comunità parrocchiali di Carlentini (e quindi anche alla nostra) ha inizio nella domenica del buon Pastore.

La visita pastorale è un tempo di grazia durante il quale è il Signore stesso a visitare in maniera del tutto particolare il suo popolo. Per questo, stasera, vogliamo esprimere alla SS. Trinità la nostra esultanza e la nostra gratitudine per il dono della presenza del nostro padre Vescovo in mezzo a noi. Nella persona del Vescovo, sarà lo stesso Gesù buon pastore a radunare il suo popolo e a ricolmarlo della sua benedizione.

Carissimo padre Vescovo, mentre le rivolgiamo il nostro più sincero benvenuto, le vogliamo presentare le nostre attese per questo tempo di visita pastorale durante il quale avrà modo di conoscere in maniera più approfondita la vita e il cammino della nostra comunità. Le chiediamo innanzitutto di confermarci nella fede del Cristo morto e risorto; presiedendo questa celebrazione lei ci sta annunciando che il Crocifisso è davvero risorto: non manchi di farlo in ogni momento di questa visita. In ogni celebrazione, in ogni incontro, noi ci attendiamo da lei l'annuncio fondamentale e fondante il nostro cammino di fede. Le chiediamo ancora di essere incoraggiati a continuare a fare bene lì dove avessimo avuto già la lucidità e la forza per farlo, così come di aiutarci a correggere gli errori che inevitabilmente una comunità fatta di uomini e donne si trova a commettere. Sappiamo che non tralascerà di farci notare opportunità e difficoltà del nostro cammino e per questo le manifestiamo sin da stasera il nostro entusiasmo per le esperienze che il Signore ci donerà di fare insieme.

Carissimo padre Vescovo, oggi ho la gioia di presentarle due giovani coppie che chiedono per i loro figli il sacramento del Battesimo. E ancora Fabrizio e Rosaria che a venticinque anni dal giorno del loro matrimonio ringraziano il Signore e da lui invocano ancora grazia e misericordia.

Desideravo concludere proponendo una riflessione sul simulacro di S. Tecla esposto su questo presbiterio. Si tratta della statua che viene custodita a Lentini presso la Grotta dei santi Martiri. Lo scorso 9 gennaio, vigilia della solennità liturgica della vergine lentinese, don Maurizio Pizzo e la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Lentini hanno condotto fin qui questa statua. Uniti dalla comune devozione a S. Tecla, abbiamo celebrato insieme l'Eucaristia ringraziando il Signore per gli innumerevoli benefici di cui ha ricolmato questa terra e questo popolo. Domani la statua farà ritorno alla Grotta dei santi Martiri perché nei prossimi giorni di festa dedicati a S. Alfio possa essere venerata da quanti si recheranno in pellegrinaggio in quel luogo, ma a noi rimarrà il ricordo di un impegno che dovrà appartenerci fino a diventare un preciso stile di vita: quello della comunione tra noi e con gli altri! Perché tutto torni a lode e gloria della Trinità Santissima, Padre Creatore, Figlio Salvatore, Spirito santificatore. Amen

DonLuca

 

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