La storia

SantaTecla 01Nascita e storia della parrocchia Santa Tecla in contrada Santuzzi


Intorno al 1974 il comune di Carlentini, venne suddiviso in diverse parti territoriali, Carlentini, Carlentini nord e Pedagaggi. Carlentini nord è composta da sette contrade, Balate Zacco, Piscitello, Falconello, Caracausi, Palmieri, Bottiglieri e Santuzzi, chiamato così poiché vicino al territorio lentinese, da cui è separato solamente da una strada; il nome Santuzzi infatti, sta ad indicare i martiri lentinesi Alfio, Filadelfo e Cirino presenti in una icona stradale.


La lottizzazione aveva fatto si che intorno al 1985, vissero nel territorio circa 6.000 persone però la zona non offriva possibilità di vita sociale, non vi erano infatti luoghi di ritrovo, ma soltanto palazzi nuovi, il territorio infatti era campagna.


Nel territorio operava un gruppo di testimoni di Geova e molti protestanti che stavano già trascinando a se diverse persone, perciò i cattolici nella zona sentivano il bisogno di una comunità cristiana, difendevano il cristianesimo, e desideravano una Chiesa per far si che nella zona si potesse risvegliare la Parola di Dio.


Alcuni cattolici, provenienti dalla chiesa Cristo Re in Lentini, chiesero al loro precedente parroco Silluzzio di celebrare il 2 giugno del 1986 in via Calamandrei, una santa messa, vi era il desiderio di portare nel territorio la Parola di Dio. La messa si ripeté anche per il Corpus Domini con una processione per le strade adiacenti al Largo Aldo Moro.


La cosa andò avanti fin quando padre Silluzzio, sensibile al desiderio degli abitanti, chiese loro di cercare un locale, un garage, per poter celebrare la messa domenicale e giorno 8 dicembre del 1986, solennità dell'Immacolata Concezione, si celebrò la messa in un locale situato in via Curiel, ciò avviene anche le domeniche successive ad anche il giorno di Natale.


Il locale utilizzato era stato disponibile gratuitamente, successivamente fu preso in affitto, tanto che i fedeli pensarono di versare una piccola quota per mantenere aperto il locale e così poter celebrare l'Eucarestia, ma dato che molti, pensando che fosse essere compito della curia occuparsi di tale situazione, si rifiutarono e così dopo l'ultima messa, nel mese di dicembre dell'86, lasciarono il locale.


Nel nuovo quartiere così si pensò di raccogliere le firme per la costruzione di una chiesa, chiedendo l'autorizzazione al vescovo Monsignor Lauricella; nell'attesa di una risposta da parte della curia, alcune persone andarono a parlare con un costruttore che mise a disposizione un garage in via Pietro Nenni, un piccolo locale di 20 mq circa.


Ma poiché il parroco Silluzzio non poteva celebrare messa ogni domenica, gli abitanti del quartiere si rivolsero ad altri sacerdoti: padre Caracciolo e padre Magno, allora rettore della chiesa di San Francesco di Paola, egli accetta di celebrare la santa messa il sabato alle ore 17,00, così la prima messa fu celebrata l'11 febbraio 1987, tanta gente partecipa fino al mese di giugno, cioè fino all'arrivo dell'estate.


Gli abitanti intanto si rivolsero all'ufficio tecnico di Carlentini, chiedendo una mappa per individuare l'area destinata alla costruzione della chiesa. Altri recandosi in curia arcivescovile parlarono con l'incaricato padre Accolla, che promise ai fedeli un aiuto e si fece consegnare la mappa del territorio e dell'area destinata alla costruzione della chiesa. La stessa richiesta fu presentata il 23 marzo 1988 direttamente al vescovo che mostrò subito interesse alla proposta e promise di prestare aiuto. Richiamando gli abitanti, dopo qualche giorno, l'arcivescovo mise a disposizione cento milioni, ricavati dalla vendita di alcuni beni materiali del lentinese padre Cannone, il quale avrebbe chiesto prima di morire, che la somma dovesse essere destinata alla costruzione di una chiesa nei pressi di Lentini, suo paese natale. Così con la quota e più gli interessi maturati, arredarono un locale e pian piano con l'aiuto della comunità portarono avanti i lavori.


L'arcivescovo suggerì di cercare un architetto di fiducia che potesse fare un progetto, se ne occuparono l'architetto Pluchino di Vittoria, e l'ingegnere Zarbano. Nel frattempo i fedeli aumentarono, si avvicinò la Pasqua del 1988 e si riuscì a trovare un locale del signor Paioletti, la celebrazione delle palme ebbe inizio proprio lì con alcuni frati carmelitani, guidati da padre Teresio ed anche la Pasqua fu celebrata dal priore, ma il locale venne lasciato perché l'affitto mensile era molto alto da pagare.


Padre Silluzzio in prossimità della festa della Madonna delle Grazie, disse ai fedeli, di organizzare una fiaccolata, questa partì proprio dai Santuzzi fino ad arrivare a Cristo Re. Il gruppo era ormai numerosissimo, urgeva sempre più il bisogno di una chiesa.


Il comune mise a disposizione un altro locale del signor Paioletti, locale più grande e più centrale, locale precedentemente adibito ad asilo nido. Nel frattempo la chiesa di San Francesco di Paola venne dichiarata inagibile, Padre Magno, cominciò a celebrare ai Santuzzi, la messa anche la domenica e più avanti tutti i giorni.
Invitò poi i bambini delle scuole, perché volle cominciare il catechismo tenuto da lui stesso, all'incirca vi erano settanta bambini iscritti, la gente partecipò sempre di più e rendendosi disponibili ad aiutare, a svolgere qualche servizio, le persone si attivarono e crearono una pesca di beneficenza nella scuola materna comunale, il ricavato andò ai fondi per la chiesa. Si organizzarono recite per i bambini, via crucis, preparazione delle palme, insomma una vera e propria comunità senza una vera chiesa.


I fedeli pensarono di dare un nome alla futura parrocchia, c'è chi suggerì Santa Maria Palmeri (Palmeri è una delle contrade del quartiere), o Santa Maria dei Santuzzi.
Il 20 giugno del 1989, morì l'arcivescovo Monsignor Lauricella, padre Accolla si sentì responsabile della situazione in Santuzzi, decise di andare di persona a celebrare messa nella piccola comunità, molta gente partecipò, il sacerdote si rese conto della necessità e del desiderio comune, quello di avere una chiesa.


Un gruppetto di bambini pronti per la comunione ricevette l'Eucarestia da Padre Magno, che poi purtroppo lasciò, perché riprese nel mese di settembre l'attività a San Francesco di Paola.
Il 2 ottobre del 1990 Padre Guccione divenne responsabile per la costruzione delle nuove chiese in diocesi, il sacerdote venuto a conoscenza della situazione si congratula con gli abitanti di Santuzzi per la tenacia e la salda fede. Sempre nello stesso periodo il vescovo Monsignor Costanzo, decise di mandare un sacerdote nella comunità e il 27 ottobre venne comunicato che Padre Ambrogio Giuffrida sarà il sacerdote, che prenderà possesso giorno 1 novembre 1990. Il giovane sacerdote, decise in cuor suo, di dedicare la parrocchia a Santa Tecla Vergine, donna lentinese nata nel III secolo d.C. che tanto fece per l'evangelizzazione cristiana e per i fratelli Alfio, Filadelfo e Cirino martiri lentinesi.
L'8 dicembre del 1990, si ebbe il decreto di erezione della parrocchia dal vescovo Monsignor Giuseppe Costanzo.


Il 13 dicembre 1990 un forte terremoto sconvolse la zona siracusana, ci furono diversi danni a Lentini e nella zona di Carlentini, anche il locale a cui si appoggiavano gli abitanti fu tutto lesionato.
In seguito al terremoto, il 9 Aprile del 1991 la "Caritas", decide di donare un prefabbricato e il 25 aprile del 1991 la chiesetta venne posizionata in via Togliatti, accanto all'attuale chiesa, precisamente dove oggi si trova il parco giochi, così gli abitanti ebbero una piccola chiesa, con la speranza di vedere costruita, in futuro una vera chiesa.


Il 28 ottobre del 1996 Don Ambrogio Giuffrida celebrò la sua ultima messa, presentando il nuovo parroco di Santa Tecla, Don Paolo Pandolfo. Il quartiere contava già diecimila abitanti e tantissimi i giovani, cui si dedicò con particolare attenzione il nuovo parroco.


La prima esigenza era quella della realizzazione della nuova chiesa, il prefabbricato non bastava più, dopo vari documenti, progetti, grazie ai fondi dell'otto per mille, Monsignor Costanzo, fece rendere esecutivo il progetto e così dopo tre anni di duro lavoro, la chiesa fu costruita e consacrata il 23 giugno del 2002, dallo stesso vescovo.


Dopo sedici anni di parrocato, Don Paolo Pandolfo, lascerà la parrocchia Santa Tecla e il 24 novembre del 2012 prende possesso, un nuovo sacerdote, Don Luca Gallina, fino a quel giorno vice-parroco della chiesa di Santa Lucia di Augusta.
La chiesa strutturalmente, è moderna, si presenta ad una sola navata, a forma semicircolare, quasi un ventaglio concentrico, all'interno troviamo quattro vetrate rappresentanti una croce, due a destra e due a sinistra, lungo i lati della chiesa, sono stati realizzati piccoli altarini con statue di santi, donati dai parrocchiani.


L'altare semicircolare è in pietra, lavorato con semplici striature, così come il fonte battesimale; il pavimento è in marmo di color avorio e altre mattonelle in verde che formano una croce, che parte dall'ingresso della chiesa fino all'altare, il soffitto della chiesa è in legno, ma il materiale che prevale è il cemento, perché di esso è fatta la struttura.


La parrocchia è dotata di salone parrocchiale, stanze utilizzate per il catechismo, campo da calcio, anfiteatro e parco giochi, tutto sottostante alla chiesa, inoltre vi è la presenza di un oratorio ANSPI, sottostante alla parrocchia, dove i giovani svolgono le varie attività pomeridiane guidati dagli educatori.


Intorno al 2000 era nato il primo oratorio parrocchiale, in un locale situato in via Togliatti, vicino alla parrocchia. Era un locale abbastanza grande da poter contenere tutti i gruppi della parrocchia, erano molte le attività che si svolgevano, dalle recite natalizie alle rappresentazioni, alle pesche di beneficienza. All'interno vi erano giochi per intrattenere i giovani che potevano sostare in oratorio nel pomeriggio con la presenza di educatori autorizzati dal parroco per la supervisione ed educazione dei ragazzi, la sera venivano organizzate feste per i più grandi con scopo educativo e cristiano: le feste di carnevale con musiche e giochi, quelle di Natale con tombole di beneficienza, quelle per la Pasqua con le famiglie.

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