Santa Tecla Vergine

Santa Tecla in chiesa

Tecla è una nobile e ricca lentinese, nata nel III sec. d.C.

Educata alla fede dalla madre Isidora, animata dalla potenza dello Spirito, cominciò ad aiutare i bisognosi e a proteggere i cristiani perseguitati.

Quando sopravvenne una malattia che la inchiodò a letto per sei anni, mentre si preparava serenamente alla morte, chiese che le fossero condotti i tre giovani fratelli cristiani Alfio, Filadelfo e Cirino, chiusi in carcere dal preside romano Tertullo e destinati al martirio.

I tre santi la esortarono a sperare ed implorarono per lei la guarigione. Il Signore mostrò la sua potenza nella vita di Tecla e nella storia di tutta la comunità cristiana lentinese permettendo a Tecla riprendere la sua opera insieme a Giustina, una sua cugina.

Queste due donne forti misero a disposizione dei poveri e dei perseguitati tutti i loro beni; non si stancavano di consolare e dare asilo ai ricercati, di visitare le grotte e le catacombe dove si nascondevano molti cristiani, di riscattare i corpi dei martiri per dare loro una degna sepoltura.

Di santa Tecla va sottolineato il profondo e autentico amore per la Chiesa, che percepiva come madre e come naturale e inevitabile contesto entro il quale annunciare il Vangelo di Dio e testimoniare la sua misericordia. Per questo ella incaricò dapprima tre architetti perché costruissero una chiesa in onore dei tre fratelli martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, poi scrisse al Vescovo di Roma chiedendo che Lentini riavesse il suo vescovo consapevole della vitale importanza della presenza dei pastori nella Chiesa.

Tecla non subì la prova del martirio, ma fu testimone di Cristo con la vita, in ogni circostanza, dando sempre il primo posto a Dio, tenendo sempre accesa la lampada della fede in mezzo alle persecuzioni. anche oggi, per ogni cristiano, per ciascuno di noi suo conterraneo, S. Tecla è modello per la sua docilità nei confronti dei pastori, per l'attaccamento alla Chiesa, per lo sguardo di predilezione verso i bisognosi e i perseguitati.

In S. Tecla si è realizzato pienamente quel dinamismo di amore che Papa Francesco spiega così nella sua lettera enciclica Lumen fidei: «La fede nasce nell'incontro con il Dio vivente, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo poggiare per essere saldi e costruire la vita. Trasformati da questo amore riceviamo occhi nuovi, sperimentiamo che in esso c'è una grande promessa di pienezza. La fede appare come luce per la strada, luce che orienta il nostro cammino nel tempo».

S. Tecla ci insegna ad avere quella fede capace di illuminare il nostro cammino, di dare un senso vero a tutto ciò che facciamo.

 

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